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Visualizzazione dei post con l'etichetta pensieri a pois

Contro la corsa a digiuno

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Oggi mi sento cattivo e vengo a rispolverare questo blog per prendermela con una delle abitudini più amate da runner (e non solo) di qualsiasi livello ed età: la corsa a digiuno. Ma lo faccio per il vostro bene, in fondo. P remessa : in molti si allenano la mattina presto facendo sacrifici e salti mortali per bilanciare sonno, famiglia, lavoro e sport. Ed è su un equilibrio delicato che si fonda il loro allenamento, per cui è ridicola la solita raccomandazione di aspettare almeno due ore dopo aver mangiato per allenarsi: quindi disattiviamo la modalità  nonni in spiaggia.  Detto questo voglio andare comunque a smontare questa abitudine dell'allenamento a digiuno, e rimontarla se ne rimarrà qualcosa di valido. Perché le cose nello sport si fanno se e quando ha un senso farle, altrimenti ci si fa solo del male. Procediamo quindi! E se non ti interessa lo spiegone puoi saltare alle conclusioni a fine articolo! La teoria: Motivazioni logistiche a parte, il concetto di base è c...

La solitudine del fondista (o sul perché andiamo in montagna)

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Inizierò con una frase fatta, per levarmi il problema di trovare un incipit: “anche quest'anno siam già a Natale, sembra ieri che...” Sembra ieri che eravamo in maniche corte. Beh praticamente lo era, visto che è stato uno degli autunni più caldi della storia.  Sembra ieri che eravamo chiusi in casa, ma basta qualche lieve miglioramento nei dati relativi al covid-19 che già pensiamo al liberi tutti. E com'era ovvio, giunto finalmente il freddo arriva la grande smania di andare in montagna. Anzi, mi correggo: di andare a sciare. Non son mai stato un grande amante della neve, perché soffro il freddo e perché son sempre stato l'unico a non saper sciare tra i miei amici. Sono cresciuto facendo sci di fondo, quello ho imparato (più o meno) e quello ho difeso a spada tratta negli anni, per orgoglio o per paura di dover imparare qualcosa di nuovo. Eppure quest'anno non vedo davvero l'ora di poter andare in montagna. Perché ho finalmente ripreso in mano gli sci da fond...

Dentro al cuore ferito delle Apuane

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“Trasforma gli ostacoli in opportunità” scriveva l'ormai reietto Lance Armstrong. Voglio sfidarne la damnatio memoriae perché questa frase mi traghetterà attraverso un 2020 ricco di imprevisti e povero di gare, e perché penso che possa essere un buon insegnamento per tutti. Con questo in mente, a fine lockdown, rispolvero una vecchia wish-list di itinerari di trekking con il fermo intento di sfruttare questa estate per godermi di più la montagna senza aver sempre qualche gara da preparare. Per iniziar bene l'estate in luoghi dove non ci siano problemi di neve a giugno l'occhio mi cade sulla traversata delle Alpi Apuane, sogno nel cassetto da un po' e che avrei dovuto fare zaino in spalla in primavera con altri due baldi giovani della Sisport, occasione per cui avevo giusto comprato la cartina. La molla definitiva è la comparsa in primavera di un Fastest Known Time , che mi fornisce dati tecnici e stimolo a lanciarmi in questa galoppata abbandonando tenda e for...

I puntini sulla I

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I come impresa, quella compiuta sabato a Vienna. Ma I sta anche per Ineos 1:59, il nome del progetto nato per abbattere il muro delle 2 ore nella maratona. Un'impresa incredibile, inimmaginabile fino a pochi anni fa. E' così, che piaccia o no: sabato è stata scritta una pagina indelebile nella storia dello sport. Per anni ci si è interrogati se fosse umanamente possibile scendere sotto le due ore nei 42,195km. Persino numerosi studi scientifici si sono interrogati al riguardo e molti di essi sono arrivati alla medesima conclusione: “not anytime soon”, non tanto a breve. Poi, nel 2017, è arrivata la Nike con il suo Breaking 2 project e scarpe sempre più avveniristiche (e brutte) ed ha provato a rompere quel muro, a Monza. Ci sono andati vicini, molto più di quanto pensassero in molti e, lo ammetto, molto più di quanto sperassi io. Perché diciamocelo, ci riempiamo la testa di slogan sul volere è potere, sognare in grande, superare i propri limiti ecc ma ...

10 imperdibili libri di sport e di montagna

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Correre è bello, ma anche la mente vuole la sua parte così, per non farmi mancare nulla, ho spesso fatto correre anche lei. E siccome non c'è modo migliore per farlo di leggere un bel libro, ho accumulato nel tempo saggi, racconti, romanzi e biografie di sport, corsa, montagna ed avventura. Che vi piaccia correre, camminare o guardare le olimpiadi dal divano, questa è la top 10 che ho creato per voi. Lo sport del doping - Alessandro Donati Magari non è il modo migliore per iniziare questa lista, ma questo è IL libro che secondo me ogni appassionato di sport dovrebbe leggere. E' l'altra faccia delle medaglie, ciò che nessun albo d'oro vi racconterà mai, Il racconto di un uomo che ha passato la vita a combattere una battaglia più grande di lui. E nonostante il “peso” dei contenuti è un libro certamente piacevole da leggere. Le otto montagne – Paolo Cognetti Non è certamente un libro di sport, forse non c'entra nulla con gli altri libri ...

Di Pietra e di Fango

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Partire è un po' morire,  si dice. E la Porte di Pietra era, è, innanzitutto questo: un viaggio, un lungo anello in luoghi tanto dietro l'angolo quanto sperduti e selvaggi e, soprattutto, dentro sé stessi. E d'altronde non ci si potrebbe aspettare niente di meno da un pioniere italiano del trail running come questa gara. E' ultra trail delle origini, una corsa dura ma senza la ricerca (ora forse troppo di moda) dell'estremo: 71 chilometri di sentieri a tratti docili e a tratti cattivi, selvaggi e, soprattutto, in autosufficienza alimentare. Ovvero niente cibo e ringrazia se trovi dell'acqua, che la natura non è un ristorante con pasta, minestra e crostatine. Insomma, non una gara qualsiasi. Così, la curiosità, la voglia di alzare l'asticella e la ricerca di un'esperienza nuova più che di una gara a perdifiato hanno avuto la meglio sulle incertezze sulla preparazione, sui piccoli ma ricorrenti infortuni e passi indietro degli ultimi mesi e anche...

Il primo amore non si scorda mai

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Maggio, è arrivata la primavera. Finalmente. Lontano è l'inverno, lontani i giorni di marzo freddi e piovosi, lontane le pietre ed i “muur” del Belgio, campo di tante battaglie ad aprile. E' già tempo di gelati e di azzardati, freddi ma liberatori tuffi in mare, è già tempo di Giro d'Italia. Sarò onesto: da fervente appassionato (oserei dire “credente”) sono convinto che per comprendere davvero cos'è il ciclismo non ci si possa fermare agli spesso noiosi pomeriggi di Giro e Tour. Quando Nibali ha vinto, con un mezzo capolavoro, una altrimenti noiosissima Milano-Sanremo è stato un fiorire di elogi al suo coraggio contro “un ciclismo sempre più computerizzato”. Niente di più superficiale. Intanto perché per ogni maniacale seguace del misuratore di potenza ci saranno sempre un Nibali che scatta sul Poggio od un Contador che attacca a 60km dal traguardo. Ma soprattutto, perché il ciclismo si respira nelle classiche, non (solo) nei Grandi Giri. Perché lo spiri...

Le mie 25 candeline a pois

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14 Gennaio, è tempo di mettere fine ai buoni propositi. Questo compleanno sa di ultima chiamata, è una sveglia molesta che ho rimandato troppe volte ma che non posso più ignorare. E' l'eterno ritorno di vecchi sogni di gloria, sbandierati ogni anno sotto l'ingenua promessa di improbabili “salti di qualità” mai realizzati. Ogni fine dicembre Strava mi ripropone gentilmente un bel video con le mie statistiche annuali, ed è una tale Caporetto che inizio a sospettare che abbia un accordo con a) il signor Moleskine, sui cui diari rilascio fiumi di buoni propositi, obiettivi e frustrazione ogni anno; b) Jalape ñ o, il bar in cui vado ad affogare le delusioni nella birra. Così capodanno è tutto un fiorire di “quest'anno sarà diverso”, la cronologia del telefono mi si riempie di calendari gare e Facebook di poco caute partecipazioni ad eventi sportivi lontani mesi. Intorno all'Epifania i buoni propositi iniziano ad incrinarsi, la prova costume torna a sembra...

Lettera ad un tacchino

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7 Dicembre 2017 Caro amico, Natale è alle porte. Come ogni anno con il ponte dell'Immacolata casa Canessa inizia a riempirsi di addobbi, mia madre può finalmente mettere qualche improbabile e straziante canzone di Natale e mio padre inizia a montare il presepe mentre noi decoriamo l'albero. Ora che sono figlio unico la casa inizia ad essere un po' vuota: nemmeno Gatto sembra più interessato alle palline di Natale ed è sparito a dormire sotto qualche coperta. Così ti penso, ascolto qualche canzone triste e mi manchi un po'. E' il terzo Natale che passo senza di te, e mi chiedo se torneremo mai insieme. Devo confessartelo, anche a distanza di tutto questo tempo mi chiedo ancora cosa sia successo tra di noi, cosa si sia rotto nel nostro rapporto. Stavo così bene con te e quando penso a tutti i bei momenti passati insieme ai tuoi amici mi chiedo ancora: “Perché? Perché ho dovuto rovinare tutto?”. Non te l'ho mai detto, ma è stata dura. Quando t...

La mia balena bianca: ego & sport

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Novembre, tempo di riposo (forzato nel mio caso, tanto per cambiare) e di buoni propositi. Il ponte dei Morti è il momento in cui, dopo approfonditi e svogliati studi preliminari, mi siedo davanti al mio nuovo quaderno di Tiger e butto giù i più o meno improbabili obiettivi per la prossima stagione. Ho un paio di fogli excel con tabelle e piano annuale, ma le cose mi piace scriverle a mano, su carta. E poi quel quaderno “sky-sun-mud” mi ha attirato, sembrava fatto apposta per me. Infido mese, novembre è fame e nausea. E' voglia di velocità, di gare troppo lontane, di primavera. E' apatia verso corse attese per mesi e che ora sembrano solo un ricordo lontano, col buio che avanza tagliando i pomeriggi e la voglia di allenarsi. Sfogliando l'ennesimo libro sull'allenamento (ma ormai posso spacciarle come “spese per l'Uni”) mi imbatto in un paragrafo interessante: Selfish Runner's Syndrome (La sindrome del runner egoista). In questo periodo di stacco...