Il primo amore non si scorda mai
Maggio, è arrivata la primavera. Finalmente. Lontano è l'inverno, lontani i giorni di marzo freddi e piovosi, lontane le pietre ed i “muur” del Belgio, campo di tante battaglie ad aprile. E' già tempo di gelati e di azzardati, freddi ma liberatori tuffi in mare, è già tempo di Giro d'Italia. Sarò onesto: da fervente appassionato (oserei dire “credente”) sono convinto che per comprendere davvero cos'è il ciclismo non ci si possa fermare agli spesso noiosi pomeriggi di Giro e Tour. Quando Nibali ha vinto, con un mezzo capolavoro, una altrimenti noiosissima Milano-Sanremo è stato un fiorire di elogi al suo coraggio contro “un ciclismo sempre più computerizzato”. Niente di più superficiale. Intanto perché per ogni maniacale seguace del misuratore di potenza ci saranno sempre un Nibali che scatta sul Poggio od un Contador che attacca a 60km dal traguardo. Ma soprattutto, perché il ciclismo si respira nelle classiche, non (solo) nei Grandi Giri. Perché lo spiri...