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Visualizzazione dei post con l'etichetta nutrizione

Contro la corsa a digiuno

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Oggi mi sento cattivo e vengo a rispolverare questo blog per prendermela con una delle abitudini più amate da runner (e non solo) di qualsiasi livello ed età: la corsa a digiuno. Ma lo faccio per il vostro bene, in fondo. P remessa : in molti si allenano la mattina presto facendo sacrifici e salti mortali per bilanciare sonno, famiglia, lavoro e sport. Ed è su un equilibrio delicato che si fonda il loro allenamento, per cui è ridicola la solita raccomandazione di aspettare almeno due ore dopo aver mangiato per allenarsi: quindi disattiviamo la modalità  nonni in spiaggia.  Detto questo voglio andare comunque a smontare questa abitudine dell'allenamento a digiuno, e rimontarla se ne rimarrà qualcosa di valido. Perché le cose nello sport si fanno se e quando ha un senso farle, altrimenti ci si fa solo del male. Procediamo quindi! E se non ti interessa lo spiegone puoi saltare alle conclusioni a fine articolo! La teoria: Motivazioni logistiche a parte, il concetto di base è c...

Mozzarella di bufale: il Glutammato

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Con questo articolo voglio inaugurare una nuova rubrica, Mozzarella di Bufale, dedicata alle leggende, agli spauracchi, ai pregiudizi e ai luoghi comuni del gigantesco mondo dell'alimentazione. La prima a finire sotto i riflettori sarà una sostanza molto temuta, ma di fatto poco nota: il Glutammato. Ammettetelo: nessuno ha effettivamente idea di cosa sia, però sappiamo tutti, almeno per sentito dire, che “fa male”. Ed è sufficiente una rapida ricerca con Google per averne la conferma: è un fiorire di “fa male”, “come evitarlo”, “rischi per la salute”, in alcuni casi posti come domanda, in altri decisamente più fermi nella condanna. L'origine del male Siamo nel lontano 1968: il dottor Robert Kwok scrive una lettera alla rivista di medicina The New England Journal of Medicine, dicendo Vivo da diversi anni in questo paese, e manifesto una strana sindrome ogni volta che mangio in un ristorante cinese Descrive poi i sintomi e continua dicendo che “la caus...

The bigger picture: la Periodizzazione Nutrizionale

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Che l'obiettivo sia finire la gara cittadina (ah, quanti buoni propositi si sentono a Gennaio  sulla Mezza di Genova!), vincere i campionati regionali o andare alle Olimpiadi lo scopo dell'allenamento resta lo stesso: ottenere il miglior stato di forma possibile, per raggiungere il proprio obiettivo. Questa idea sembra limitata a chi si allena e gareggia, ma in realtà è applicabile a qualsiasi livello di attività fisica; infatti anche chi va a correre occasionalmente ha un obiettivo di fondo (“dimagrire”, “tornare in forma” sono comunque obiettivi) ma lo lascia troppo vago, e finisce per commettere errori o allenarsi a caso: quanta gente si vede correre con 30° col k-way “per dimagrire” ? Quanta gente va a correre a digiuno “ per bruciare i grassi” senza sapere cosa sta facendo?! Per essere efficace l'allenamento va progettato e programmato, ed il modello più comune è quello della  periodizzazione ,  che organizza gli allenamenti in periodi (cicli) che consent...

Lettera ad un tacchino

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7 Dicembre 2017 Caro amico, Natale è alle porte. Come ogni anno con il ponte dell'Immacolata casa Canessa inizia a riempirsi di addobbi, mia madre può finalmente mettere qualche improbabile e straziante canzone di Natale e mio padre inizia a montare il presepe mentre noi decoriamo l'albero. Ora che sono figlio unico la casa inizia ad essere un po' vuota: nemmeno Gatto sembra più interessato alle palline di Natale ed è sparito a dormire sotto qualche coperta. Così ti penso, ascolto qualche canzone triste e mi manchi un po'. E' il terzo Natale che passo senza di te, e mi chiedo se torneremo mai insieme. Devo confessartelo, anche a distanza di tutto questo tempo mi chiedo ancora cosa sia successo tra di noi, cosa si sia rotto nel nostro rapporto. Stavo così bene con te e quando penso a tutti i bei momenti passati insieme ai tuoi amici mi chiedo ancora: “Perché? Perché ho dovuto rovinare tutto?”. Non te l'ho mai detto, ma è stata dura. Quando t...

Non solo chilometri: allenare l'intestino

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Quando dico a un non addetto ai lavori che sto preparando una corsa di 330km solitamente mi sento dire (oltre al “sei pazzo” e al “nemmeno in macchina li faccio io) “chissà quanto ti stai allenando”. Domanda ovvia, ma che non inquadra esattamente cosa significa prepararsi per una sfida così importante. E' un errore comune commesso anche da atleti di qualsiasi livello in effetti: si ragiona esclusivamente in termini di volume di allenamento. Ore, chilometri, dislivello, frequenza cardiaca e potenza sono parametri fondamentali per programmare e analizzare gli allenamenti. Sono una condizione necessaria per giungere al traguardo, ma non sufficiente. C'è un mondo al di fuori dei chilometri. Per carità, la visione si sta già ampliando molto, con l'avvento del “core training” e di mille attrezzi la preparazione fisica per gli sport di resistenza sta uscendo (grazie a Dio) dalle palestre, sta abbandonando le squat machine per concentrarsi su plank ed esercizi di pr...

Pausa Caffè: sport & caffeina

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Sabato mattina. Le strade si riempiono di ciclisti di tutte le età, per la gioia di ogni automobilista. Carovane colorate la cui strada porta inesorabilmente al baretto. In salita ognuno col suo passo e ci si aspetta in cima: basta poco per stabilire le gerarchie. Ma al bar si entra e si esce tutti insieme. La pausa caffè è sacra, in Italia e non solo. Non esiste cicloturista, amatore o professionista che sfugga alla regola non scritta della pausa caffè. Quella della sosta caffè è una questione ormai culturale, ma ha un impatto sulla performance? Gli effetti stimolanti del caffè sono piuttosto noti ma voglio comunque addentrarmi nell'argomento, così caro agli italiani, cercando come sempre di andare oltre al sentito dire e di capire cosa dice la scienza quando si parla di caffè, caffeina e sport di resistenza. Come funziona , in breve: la caffeina ingerita viene assorbita rapidamente dal tratto gastrointestinale e metabolizzata dal fegato: il picco ematico si raggi...

Birra, trail tapascioni ed asceti

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Quello dello sport amatoriale è un ambiente affascinante, che stupirebbe qualsiasi antropologo. Andate alla partenza di una gara di corsa, di ciclismo, di sci, e vedrete un mondo di colori, di espressioni, di risate e di tensione. Eppure, se mi perdonate l'approssimazione, penso che si possan far rientrare quasi tutti gli atleti in due grandi categorie, gli agonisti e i tapascioni. E a decidere in che categoria rentri una persona non sono i risultati: è un bicchiere di birra! Proprio così, non c'è niente di più significativo del carattere sportivo di una persona di come si pone di fronte ad una birra. Essendo cresciuto guardando il Giro d'Italia, ho presente mille interviste a ciclisti tiratissimi che raccontano di come lo spumante di capodanno sia l'ultimo brindisi della stagione, fino ad obiettivi stagionali ottenuti ed archiviati.. Ma loro sono professionisti, è un altro mondo. Eppure anche nel mondo amatoriale ho assistito ad eterni scontri tra i virtuos...