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Visualizzazione dei post con l'etichetta intestino

Contro la corsa a digiuno

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Oggi mi sento cattivo e vengo a rispolverare questo blog per prendermela con una delle abitudini più amate da runner (e non solo) di qualsiasi livello ed età: la corsa a digiuno. Ma lo faccio per il vostro bene, in fondo. P remessa : in molti si allenano la mattina presto facendo sacrifici e salti mortali per bilanciare sonno, famiglia, lavoro e sport. Ed è su un equilibrio delicato che si fonda il loro allenamento, per cui è ridicola la solita raccomandazione di aspettare almeno due ore dopo aver mangiato per allenarsi: quindi disattiviamo la modalità  nonni in spiaggia.  Detto questo voglio andare comunque a smontare questa abitudine dell'allenamento a digiuno, e rimontarla se ne rimarrà qualcosa di valido. Perché le cose nello sport si fanno se e quando ha un senso farle, altrimenti ci si fa solo del male. Procediamo quindi! E se non ti interessa lo spiegone puoi saltare alle conclusioni a fine articolo! La teoria: Motivazioni logistiche a parte, il concetto di base è c...

The bigger picture: la Periodizzazione Nutrizionale

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Che l'obiettivo sia finire la gara cittadina (ah, quanti buoni propositi si sentono a Gennaio  sulla Mezza di Genova!), vincere i campionati regionali o andare alle Olimpiadi lo scopo dell'allenamento resta lo stesso: ottenere il miglior stato di forma possibile, per raggiungere il proprio obiettivo. Questa idea sembra limitata a chi si allena e gareggia, ma in realtà è applicabile a qualsiasi livello di attività fisica; infatti anche chi va a correre occasionalmente ha un obiettivo di fondo (“dimagrire”, “tornare in forma” sono comunque obiettivi) ma lo lascia troppo vago, e finisce per commettere errori o allenarsi a caso: quanta gente si vede correre con 30° col k-way “per dimagrire” ? Quanta gente va a correre a digiuno “ per bruciare i grassi” senza sapere cosa sta facendo?! Per essere efficace l'allenamento va progettato e programmato, ed il modello più comune è quello della  periodizzazione ,  che organizza gli allenamenti in periodi (cicli) che consent...

Non solo chilometri: allenare l'intestino

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Quando dico a un non addetto ai lavori che sto preparando una corsa di 330km solitamente mi sento dire (oltre al “sei pazzo” e al “nemmeno in macchina li faccio io) “chissà quanto ti stai allenando”. Domanda ovvia, ma che non inquadra esattamente cosa significa prepararsi per una sfida così importante. E' un errore comune commesso anche da atleti di qualsiasi livello in effetti: si ragiona esclusivamente in termini di volume di allenamento. Ore, chilometri, dislivello, frequenza cardiaca e potenza sono parametri fondamentali per programmare e analizzare gli allenamenti. Sono una condizione necessaria per giungere al traguardo, ma non sufficiente. C'è un mondo al di fuori dei chilometri. Per carità, la visione si sta già ampliando molto, con l'avvento del “core training” e di mille attrezzi la preparazione fisica per gli sport di resistenza sta uscendo (grazie a Dio) dalle palestre, sta abbandonando le squat machine per concentrarsi su plank ed esercizi di pr...